Dove Siamo

Dove Siamo

Il GeoDidaLab si trova presso il Parco della Polveriera di Ivrea, sulle sponde del Lago San Michele, a pochi chilometri dal centro storico della città e dalla rete di sentieri escursionistici dell’area dei Cinque Laghi.

Il Parco della Polveriera

Il Parco della Polveriera di Ivrea è un’area verde comunale che possiede comodi spazi per svolgere attività in sicurezza, con bosco, prato, tavoli e panche. Caratteristica che lo rende speciale è l’ubicazione sulle sponde del Lago San Michele, le cui acque sono balneabili grazie all’uso di sicure imbarcazioni a remi. Un valore aggiunto è dato dal Patto di collaborazione che numerose associazioni locali hanno siglato con il Comune di Ivrea per la gestione e la valorizzazione di quest’area, grazie a cui oggi il Parco è fulcro di numerose iniziative a impatto sociale.

La Città di Ivrea

Il GeodidaLab si trova a pochi chilometri dal centro storico di Ivrea, da cui è raggiungibile grazie all’uso degli autobus pubblici oppure a piedi in una ventina di minuti.
La città costituisce un punto di passaggio obbligato per coloro che transitano verso la Valle d’Aosta. In passato ha svolto una funzione strategica, in qualità di ultimo avamposto ai piedi delle Alpi, affondando le sue origini al periodo delle colonizzazioni Romane.

Nel 2018 è stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO in quanto “Città Industriale del XX Secolo”. Nota per gli insediamenti della Olivetti, Ivrea rappresenta un esempio significativo delle teorie dello sviluppo urbano e dell’architettura del XX secolo in risposta alle trasformazioni industriali e sociali.
Le particolari caratteristiche della città e del territorio eporediese la rendono meta interessante dal punto di vista ambientale, culturale e turistico-sportivo. Per questi motivi, alcune delle proposte del GeoDidaLab si sviluppano proprio nel cuore della città.

L'Anfiteatro morenico di Ivrea e i Cinque Laghi

Testimonianza del Ghiacciaio Balteo, che ha solcato l’area sino a 10.000 anni fa, l’Anfiteatro Morenico di Ivrea è noto a livello internazionale per le sue forme particolarmente ben conservate. Albrecht Penck, uno dei principali studiosi del glacialismo alpino, nel 1894 lo definiva già come “le plus considérable des amphitéatres de la glaciation alpine”.

La Serra d’Ivrea, con il suo aspetto estremamente regolare, è il carattere distintivo del paesaggio eporediese.
Oltre agli aspetti geologici, anche i caratteri archeologici e naturalistici lo rendono un ambiente esemplare a livello mondiale, un bene pubblico da tutelare e valorizzare.
All’interno dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea si trovano diverse aree con un’elevata biodiversità e di riconosciuto valore paesaggistico e ambientale, tra cui l’area dei Cinque Laghi, in gran parte compresa all’interno di un SIC (Sito di Importanza Comunitaria) riconosciuto dall’Unione Europea e in procinto di essere riconosciuta dalla Regione Piemonte come Parco Naturale.

 

La Valchiusella: tra natura e storia

Prende il nome dal torrente omonimo che l’attraversa ed è incastonata nelle Alpi Graie a circa 25 km da Ivrea, nel contesto dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.
Oltre ad essere stata segnata dalle pulsazioni glaciali, che come onde hanno plasmato il paesaggio, si allunga traversalmente alla grande faglia che delimita le due antiche placche, quella europea e quella africana.
Intreccia così peculiarità geologiche e paesaggistiche con le attività dell’uomo che fin dall’antichità l’ha colonizzata.

Il SIC dei laghi di Alice Superiore e Meugliano

Conosciuto anche col nome di Biotopo dei laghi, il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) si trova nel cuore della Valchiusella e ha come protagonisti assoluti i suggestivi specchi d’acqua di origine glaciale, sulle cui rive e nelle cui acque hanno trovato il loro habitat naturale specie floristiche e faunistiche protette.
I facili sentieri che li circondano portano alla scoperta di un un paesaggio ancora poco contaminato e ricco di testimonianze del passaggio dell’antico Ghiacciao Balteo.

La Riserva Naturale dei Monti Pelati

Il nome “Monti Pelati” non è stato scelto a caso, l’aspetto arido e brullo spicca nel verde dei boschi di cui sono circondati.
Divenuti Riserva Naturale nel 2004, la loro storia è da ricercare in eventi geologici di un lontano passato quando, durante la formazione dei rilievi alpini, parte del mantello terrestre venne portato in superifice. Il sottosuolo è così quasi interamente formato da rocce magmatiche intrusive, che hanno origine a grande profondità: le peridotiti.
Proprio per la loro particolare composizione chimica, il suolo presente in quest’area non ha permesso la crescita di molte specie arboree, conferendo al paesaggio un aspetto quasi lunare.
La natura però ci sorprende sempre, un ambiente all’apparenza poco ospitale, permette l’insediarsi di particolari specie floristiche e faunistiche, attratte da un clima più mite rispetto a quello circostante.